dopo aver litigato con mia madre e aver buttato lei e mia sorella fuori di casa mi sono messa a letto. dopo poco arrivati amici che hanno cominciato a gozzovigliare allegramente e liberamente. pian piano mi accorgo che la mia casa nel sogno è nettamente diversa da mia casa nella realtà.
ad un certo punto, aprendo una porta, scopriamo un'ala della casa fino ad ora sconosciuta. si tratta di un lungo ambiente interamente rivestito in legno, con ampie vetrate che danno sul piano sottostante dove stavamo prima. giriamo stupiti e troviamo una stanza piena di giocattoli d'epoca perfettamente conservati, esposti e puliti, senza un granello di polvere. uscendo da una porta seminascosta si arriva ad un balcone che affaccia su un cortile interno al cui piano terreno si trova uno strano bar. le scorte del bar sono stivate su alte scaffalature. ci viene detto che è stata comprata roba per molti anni a venire.
rientrando passiamo in un salotto molto bello con un mega impianto stereo. ad un certo punto guardo uno dei miei amici e dico: vedi che alla fine non l'ho pagata cara sta casa?!
poi il sogno si fa un po' confuso la gente scompare, ma io mi ritrovo con un sacco di soldi, presumibilmente vinti con un grattaevinci e propongo all'assemblea condominiale di installare a mie spese un ascensore in cambio di tutti i solai inutilizzati che stanno al piano superiore di casa mia (quella reale) con l'intenzione di farci un secondo appartamento molto molto fico.
riuscite ad indovinare quali siano le mie maggiori preoccupazioni in questo periodo?
addormentata alle 5 di mattina per finire il libro (single senza pace) anche se sapevo già come sarebbe finito, ma era leggero e divertente.
sveglia ore 8.00 (dopo cosa sarà? un mese di risvegli quasi pomeridiani...) e appuntamento ore 9.00 in clinica per festa natalizia, tutto ok. penso di aver fatto buona impressione.
passata a salutare g. poi dall'avvocato (una mezza buona notizia) e poi a comprarmi degli stivali neri che in quelli azzurri praticamente entrava l'acqua (30 euro vicino alla stazione).
telefonate, mail e altre robe noiosette.
stasera esperimento karaoke alla fabbrichina. di sicuro ci sarà da ridere.
mezz'ora al telefono e le lacrime agli occhi . la sensazione precisa di non farcela più di avere toccato il fondo del fondo del fondo e invece continuare ad andare avanti. ritagliare alberelli di natale e infilare valige giganti sul sedile di dietro. partire, senza benzina e andare. fare tutto quel che c'è da fare e ritrovarsi a ridere stanca, niente è cambiato, ma io sono diversa. un rum e due risate, il kebab chiuso che kebabba ancora, la pioggia, pensieri confusi, tre sms inviati, un invito a cena e la spia della benzina che lampeggia. (e sempe la stessa stupida voglia di parlarti).